Besuchenswerte Orte: Paläste und Villen

La Torre Lantieri venne realizzata dalla famiglia Lantieri presumibilmente nel XIV secolo, insieme ad alcune case-forti adiacenti, racchiuse da un muro difensivo. La sua costruzione sembra infatti essere riferita a Giacomo Lanfranchino, voluta come ampliamento dell'apparato fortificato del paese, negli ultimi anni del 1300. Si presenta ben conservata nella sua compagine strutturale e mostra quasi integralmente l'architettura medioevale originaria.

L'aspetto esterno dell'edificio, realizzato in pietra arenaria di provenienza locale, è molto severo, ingentilito solo dalla presenza di alcune finestrelle centinate di pregevole fattura.

Si articola su quattro livelli ed è stata edificata su uno sperone roccioso, al fine di agevolarne la funzione difensiva. L'ingresso principale era collocato al piano terra della parete nord, costituito da portale di notevole fattura con arco a pieno centro contrassegnato in chiave dallo stemma gentilizio della famiglia Lantieri. Il piano terra coperto da una volte a botte in pietrame a sesto leggermente acuto, fungeva nel Medioevo soprattutto da cantina e deposito. Al livello superiore si accedeva internamente solo tramite una botola aperta nella volta, mentre dall'esterno per mezzo di una scala di legno, ricostruita in seguito con gradini monolitici in pietra.

La Torre, utilizzata per lungo tempo come abitazione, è oggi di proprietà comunale.



A seguito di un importante intervento di restauro conservativo conclusosi alla fine del 2009 su committenza del Comune di Paratico, a piano terra dell'edificio è stata collocata una Quadrisfera, istallazione innovativa di cui ne esistono solo altri tre esempi in Italia (una è al CNR), pensata espressamente per coinvolgere il visitatore in un'esperienza totalizzante di immagini, suoni ed emozioni. Il visitatore entra in una piccola stanza oscurata e nel momento in cui la Quadrisfera si accende, si trova letteralmente parte di un nuovo mondo, fatto di immagini moltiplicate all'infinito, grazie ad un sistema di specchi e di luci che sembrano incorporare il visitatore stesso in questo cosmo di colori, luci, suoni e immagini. E' difficile descrivere l'effetto con le parole, tanto che la vastità della sfera toglie per un attimo il fiato…


Orari: Singoli visitatori tutte le domeniche ore 14-17 (dal 1 Ottobre al 31 Maggio); 16-19 (dal 1 Giugno al 30 Settembre). Gruppi e scuole tutti i giorni previa prenotazione. Possibilità di organizzare visite guidate e itinerari sul territorio.

Costi: € 2,00 intero; € 1,50 ridotto (gruppi minino 15 pax); gratuito fino a 16 anni e sopra i 65.

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030 9291011

Il castello si trova sul monte sovrastante l’abitato di Provaglio d’Iseo in località “Piano delle viti”; la sua posizione strategica è facilmente raggiungibile percorrendo i tracciati storici che salgono dalle contrade di Provaglio d’Iseo, Zurane e Gresine, oppure da Iseo, risalendo il monte e oltrepassando il santuario cinquecentesco della Madonna del Corno. L'area storico-archeologica è ad accesso libero e munita di pannelli esplicativi per i visitatori.

Il Catastico Bresciano di Giovanni Da Lezze (1609-1610) descrive il luogo come un castello diroccato.

Nel 1680 Padre Fulgenzio Rinaldi, storico delle memorie iseane, scrive che il castello di Provaglio fu bruciato e distrutto sul principio del ‘400 da Pandolfo Malatesta, signore di Brescia dal 1404 al 1421, durante le lotte contro i Visconti e i loro alleati Oldofredi.

Nel 1567, negli atti della visita pastorale del vescovo Bollani, fu registrata la chiesa di Sant’Ambrogio in castro, governata dal Comune e priva di beni; essendo diroccata veniva ordinato di ridurla a santella votiva.

Nel 1792 fu edificata la nuova parrocchiale di Provaglio, dedicata ai santi Pietro e Paolo, sul sito di una chiesa più antica intitolata a san Rocco; i provagliesi, volendo onorare il santo protettore dalle epidemie, decisero di dedicargli la santella che emergeva dalle rovine del vetusto castello.

La chiesa di San Rocco venne inaugurata il 16 agosto 1868. La struttura della chiesetta, ad aula unica, presenta anomalie sia nella pianta, sia nello spessore di alcune murature che confermano l’ipotesi di una costruzione su antiche preesistenze.

L’area fu abbandonata fino al 1999, quando iniziò l’opera di recupero con indagini archeologiche che consentirono di mettere in luce le varie fasi costruttive e di musealizzare il sito. La Chiesa di San Rocco è visitabile contattando il Comune di Provaglio d'Iseo - tel. 030 9291011.

Dalla Preistoria provengono alcuni frammenti ceramici databili all’età del Bronzo (II–I millennio a.C.), mentre una serie di buche di palo e focolari potrebbe indicare l’esistenza di un insediamento di capanne o una palizzata difensiva di epoca altomedievale (VI-X secolo).

Su queste preesistenze si insediarono le strutture più antiche dell’impianto fortificato, testimonianza del fenomeno dell’incastellamento che durante il XI-XII secolo interessò gran parte dell’Italia settentrionale.  Si tratta di muri di notevole spessore, larghi circa 1,10 m, in ciottoli e pietra calcarea legati in malta, che recingevano la parte più elevata del colle per una lunghezza di circa 110 m e una larghezza media di circa 30 m. A questa fase potrebbe risalire la costruzione della chiesa di Sant’Ambrogio, i cui ultimi restauri hanno messo in luce un’abside semicircolare in pietra e due monofore centinate di chiara impronta romanica.

La fase costruttiva di maggiore rilievo si sviluppò tra XIII e XIV secolo quando la rocca assunse la fisionomia del castello ricetto, struttura di deposito dei beni essenziali della popolazione e di rifugio in caso di pericolo. Alla fortificazione si accede da una porta-torre difesa da un piccolo fossato, superato da un ponte levatoio, e all’estremità opposta da una stretta postierla facilmente difendibile.

L’impianto castellano si articola in due zone: presso l’ingresso, in posizione più elevata, si trova un primo recinto fortificato, a una quota inferiore, su un’area più ampia, si estende una seconda cerchia di mura all’interno della quale si trovavano le caneve (cantine).

La prima cinta racchiudeva un palazzetto con ampi ambienti intonacati e la robusta torre del mastio; vi era una corte dotata di pozzo del quale si è conservata la grande cisterna sottostante rivestita in cocciopesto. Durante il Seicento il luogo divenne un piccolo lazzaretto e la pozza d’acqua forniva sostentamento e refrigerio ai malati di peste.

L’area a quota più bassa accoglieva il ricetto vero e proprio con le numerose caneve addossate alle cortine murarie settentrionale e meridionale; la suddivisione interna riflette il regime multiproprietario di questo tipo di castello frazionato tra i signori locali, gli Oldofredi e i capifamiglia della vicinia (comune rurale).

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Piazza Cavour ist mit ihrem wunderschönen halbkreisförmigen und im Norden abgrenzenden Bogengang und ihrem typischen Kopfsteinpflaster seit fast zwei Jahrhunderten das pulsierende Herz von Rovato. 1838 gab der damalige Propst Carlo Angelini den Auftrag, einen Marktplatz zu errichten. Das Projekt stammt vom Architekten Rodolfo Vantini. Zu seiner Errichtung mussten die alten Mauern auf der Südseite der Burg (auf das Jahr 1453 datierbar) niedergerissen und der alte Graben aufgefüllt werden. Vantini wollte jedoch den Zugang zur Burg mit seinem festlichen Mittelbogen beibehalten, der noch heute zur Pfarrkirche Santa Maria Assunta und zum Herzen der Altstadt Rovato führt. Die Bogengänge und Geschäfte wurden zu einem späteren Zeitpunkt erbaut, um den beachtlich hohen Zustrom der Händler auf dem wöchentlichen Montagsmarkt zu erleichtern. 

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391 7758095

http://www.palazzotorri.it/

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Eine zauberhafte, nach wie vor bewohnte Villa. Die mit kostbaren antiken Möbeln bestückten Zimmer und Säle sind mit Fresken aus dem 18. Jahrhundert dekoriert. Zwischen dem späten 19. und frühen 20. Jahrhundert machten Paolina Calegari Torri und ihr Gatte Alessandro ihre herrschaftliche Bleibe dem Publikum zugänglich und verwandelten sie in einen regelrechten „Kultursalon“, der bei Festen, Treffen, Debatten und kulturellen Initiativen von hochkarätigen Gästen besucht wurde. Zu ihnen zählten Schriftsteller und Dichter wie Giosuè Carducci, Antonio Fogazzaro und Giovanni Pascoli, Maler und Bildhauer wie Francesco Michetti, Antonio Salvetti, Franz Lenbach, Hugo Freiherr von Habermann, Serafino Ramazzotti und Domenico Trentacoste, Komponisten und Musiker wie Paolo Chimeri und Adele Bignami Mazzucchelli, Kirchenleute und Staatsmänner wie Bischof Geremia Bonomelli und Minister Giuseppe Zanardelli und schließlich Intellektuelle, Wissenschaftler, Denker und Aristokraten der wichtigsten Familien von Brescia.
Palazzo Torri bietet nach wie vor kulturelle Veranstaltungen und ein faszinierendes Ambiente für Events, Tagungen und Hochzeiten. Als Bed & Breakfast stellt es Zimmer für Übernachtungen bereit. Der Besuch der historischen Villa kann gebucht werden.

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348 0535825

http://www.villafassati-barba.com/

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Villa Fassati Barba ist der Herrensitz der beruehmten Familie Fenaroli, die in der ganzen Provinz Brescia fuer Ihre zahlreichen schoenen Residenzen beruehmt und angesehen war.

Die elegante und raffinierte Villa liegt am Rande von Passirano, einem beschaulichen Doerfchen inmitten herrlicher Weinberge im Herzen der beruehmten Franciacorta.


Vom hundertjaehrigen Park aus, der mit seinen majestaetisch aufragenden Baeumen beeindruckt, kann man das mittelalterliche Schloss von Passirano bewundern, auch dieses romantisch eingebettet in das huegelige Weinbaugebiet.

Unser elegantes Herrenhaus aus dem 17.Jh. ist die ideale Location fuer jegliche Festlichkeit: Hochzeiten, Parties, Galadinner und Meetings finden in diesem antiken und noblen Hause inmitten der Franciacorta den perfekten Rahmen.

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