Luoghi da visitare:

L’Abbazia di San Nicola, uno degli edifici religiosi più monumentali d’Italia, fondata nel X secolo, prosperò nuovamente grazie agli Olivetani, che dal 1446 ottennero il possesso del priorato di Rodengo. Il complesso - proprietà del demanio dello Stato - è tornato nel 1969 in uso ai religiosi, che lo hanno restituito alla sua destinazione originaria. Ciò ha segnato l’inizio di un imponente restauro che ha riportato agli antichi splendori la chiesa, il chiostro del tardo Cinquecento a colonne combinate, il chiostrino rustico quattrocentesco, il refettorio, la galleria monumentale e le diverse sale che ospitano capolavori dei massimi esponenti artistici del Bresciano specialmente dei secoli XVI e XVII. Ospita un laboratorio per il restauro del libro.

333 6507551

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340/5084747

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Nel cuore storico di Brescia sono presenti consistenti resti archeologici, relativi agli edifici monumentali dell’area capitolina della città antica. In età romana Brescia - Brixia - era infatti una delle città più importanti dell’Italia settentrionale. Il Capitolium era il tempio principale di ogni città romana ed era il simbolo stesso della cultura di Roma. In esso era attribuito il culto alla "triade capitolina” che erano le principali divinità del pantheon latino: Giove, Giunone e Minerva. Nello spazio antistante si radunavano i fedeli per le principali cerimonie e venivano compiuti i sacrifici. Oggi è possibile entrare nel tempio e vedere le parti originali della sua decorazione e dell'arredo delle grandi celle. Al suo interno si conservano ancora i pavimenti originali, in lastre di marmi colorati, disposte a formare motivi geometrici (opus sectile) risalenti al I secolo d.C. Oltre agli altari in pietra di Botticino, ritrovati qui nell'Ottocento, sono stati disposti all'interno delle celle, frammenti di statue di culto e di arredi. Il percorso di visita si apre con il racconto della lunga storia di quest'area, della sua scoperta e delle sue funzioni, in un'atmosfera suggestiva, nella quale immagini e voci accompagnano i visitatori nel tempo.

Monte Orfano, presso rifugio Alpini, accesso da via Cominotti - 25033 Cologne

Ingresso libero. Nessuna prenotazione.

335 7071452

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Il più imponente e meglio conservato dei castelli della Franciacorta sorge nella campagna a Sud di Passirano. Fu costruito attorno al X secolo per dare rifugio alle popolazioni della campagna minacciate dalle invasioni ungare. Rimaneggiato nel XIII-XIV secolo e nel XVIII, più che un castello vero e proprio è un recinto fortificato di ciottoli di pietra sormontato da merli ghibellini, munito di torri tonde e quadrate. Vi si accede da un portale di origine settecentesca e all'interno si può ammirare un grande cortile.

Visitabile su prenotazione.
Disponibile come location per eventi e matrimoni.

Orari di apertura: 8:00 - 12:00 e 15:00 - 19:00

Ingresso gratuito e libero. Nessuna prenotazione.

Orari di apertura: Sabato 9:00 - 12:00 e 14:00 - 19:00; Domenica 9:00 - 19:00  

Ingresso libero. Nessuna prenotazione. 

030 736008

La Chiesa Parrocchiale di Capriolo, dedicata a San Giorgio è di origine Seicentesca, ristrutturata agli inizi del '900. Conserva al suo interno pregevoli opere d'arte: una Resurrezione del pittore cinquecentesco bresciano Girolamo Romanino, il Martirio di San Gervasio e Protasio di Callisto Piazza e una statua lignea quattrocentesca raffigurante la Madonna Vecchia.

030 7721377

http://www.servidimariarovato.it

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Il complesso è situato in posizione è privilegiata sulle pendici orientali del Monte Orfano nel comune di Rovato. Nel 1449 due frati della congregazione dei Servi di Maria ottennero un terreno per costruirvi un convento e una chiesa, che fu completata nel 1503. Divenne ben presto meta di pellegrinaggi, particolarmente in occasione delle grandi feste dedicate alla Madonna, fino al 1772, quando venne soppresso. Solo nel 1963, sempre ad opera dei Servi di Maria, si ricostituiva una comunità religiosa all’interno del complesso, che tra l’altro ospita opere di grande rilievo artistico tra cui un’Annunciazione del Romanino (1485-1566). Il convento è caratterizzato da un chiostro dalla perfetta geometria; le linee semplici delle colonne e degli archi inquadrano il pozzo centrale adorno di una raffinata decorazione in ferro battuto.

030 7460275

www.granaioverde.it

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030 2809556

http://valtrompia.cosedafare.net/luoghi/ome/borgo-maglio-ome/322

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Il Maglio Averoldi è un’antica fucina medievale, ancor oggi funzionante. È un vero e proprio museo vivente, dove si possono conoscere da vicino la storia e i metodi di lavorazione del ferro, una fra le attività tradizionali più caratteristiche della provincia di Brescia, e in particolare dell’arte dei “bruzafér”, una tecnica di lavorazione del ferro rovente, finalizzata alla creazione di attrezzi, elementi di arredo e sculture, un tempo assai diffusa in Franciacorta. Il primo documento che parla del Maglio risale al 1155. Da allora la fucina, con alterne vicende, rimase sempre in attività, fino alla scomparsa nel 1984 del suo ultimo proprietario, Andrea Averoldi. Acquistato e restaurato dal Comune, vi si possono fra l’altro vedere dimostrazioni pratiche di antiche e preziose lavorazioni. Nella casa dove abitò Andrea Averoldi si ammirano le collezioni di Pietro Malossi, antiquario bresciano che raccolse innumerevoli oggetti pregiati e opere d’arte e, nel 1988, li donò alla Fondazione che porta il suo nome.

 

Orari di apertura: 10:00 - 12:00 e 15:00 - 18:00

Costo di ingresso: 5€ intero - 3€ ridotto

Informazioni e prenotazioni: CUP ValleTrompia T. 030 2809556 – 030 8337495 – 345 3422015

www.valtrompia.cosedafare.net/luoghi/ome/casa-museo-pietro-malossi/742

cup@cm.valletrompia.it

Il lago d’Iseo (detto anche Sebino, dall’antico nome romano), è il sesto per estensione fra i laghi italiani, ma ha il singolare primato di essere l’isola abitata più grande d’Europa: Montisola. È stato formato dall’azione di scavo e dal successivo ritiro di un ghiacciaio alpino.

Il paesaggio e la natura del Sebino sono il felice punto d’incontro fra nord e sud. Il nord porta una corona di monti innevati, l’acqua copiosa di un fiume, le piogge che rendono le alture verdeggianti, la fresca brezza che attenua la calura estiva. Il sud dona il clima mite, la luce brillante del cielo, la flora mediterranea di cui l’ulivo è il simbolo. Il paesaggio è anche segnato dall’incontro tra terra ed acqua: incontro drammatico, quando alte pareti rocciose cadono a picco nel lago; incontro dolce, quando monti e colli digradano verso la costa.

030/9823617

http://www.sanpietroinlamosa.org

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Nei pressi di Provaglio d’Iseo sorge il monastero di San Pietro in Lamosa, dal quale si può godere di una vista splendida sulle Torbiere del Sebino, dichiarate Riserva Naturale nel 1983 e percorribili a piedi o in bicicletta. Il monastero prende il nome dalle Lame, le paludi che i Cluniacensi si impegnarono a bonificare con l’uso di nuove tecniche agricole, dopo aver ricevuto in dono il complesso da due feudatari longobardi nel 1083. Durante il Medioevo il monastero fu meta di pellegrinaggi ma anche luogo di sosta per mercanti e viandanti, che percorrevano la strata de Franzacurta che da Brescia conduceva a Iseo. Nel 1536 il monastero passò alle suore benedettine di Santa Giulia di Brescia fino alle soppressioni settecentesche; quindi divenne di proprietà della famiglia Bergomi-Bonini che nel 1983 donò la chiesa alla parrocchia di Provaglio. Restaurato negli ultimi anni, il monastero di San Pietro ha riacquistato l’aspetto originario, con l’abside medioevale, il campanile e la vasta navata centrale, ampliata alla metà del XVI secolo. Sono stati in parte recuperati gli affreschi che ornano la chiesa, alcuni dei quali rivelano le influenze del Gambara, del Foppa e del Romanino. Le primitive forme romaniche si notano meglio dall’esterno, nelle absidi e nelle finestre strombate. Ben conservata è la cappella barocca sul piazzale antistante la chiesa, che sembra ergersi per incanto dalle Lame retrostanti.

030 736094

http://www.riccicurbastro.it/museo.html

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Il Museo Agricolo e del Vino, Ricci Curbastro, è il frutto della più che trentennale attività di ricerca di Gualberto Ricci Curbastro. Inaugurato nel luglio 1986 e negli anni continuamente ampliato, il museo è una realtà unica in Franciacorta, che conserva, nei rustici dell'Azienda Agricola Ricci Curbastro, migliaia di oggetti, testimoni del lavoro agricolo d'altri tempi. Quattro sale divise per temi e visitabili previa prenotazione, per potervi accompagnare e raccontare il lavoro, di allora e di oggi, nelle vigne. Il Museo è aperto tutto l'anno dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18. La visita ha una durata 1/1,5 ore per un numero massimo di 100 partecipanti.

Orari di apertura: sabato 14:30 - 17:30

Presso il centro culturale – Biblioteca

Ingresso gratuito.

Per informazioni: biblioteca T. 030 7058146 

030 653278

http://www.lamontina.it/

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Le Tenute “La Montina”, sono l'unica struttura in Europa che può vantare la proprietà di un vero e proprio museo di arte contemporanea interno (ufficialmente riconosciuto dalla Regione Lombardia), dedicato principalmente all'artista Remo Bianco, (Milano, 1922 - 1988) famoso nel mondo per le sue opere multimateriche, risultato della combinazione di tecniche e materiali eterogenei tra loro. Ciclicamente il museo ospita personali di artisti contemporanei internazionali, le cui opere vengono fatte vivere nell'inimitabile percorso museale che si snoda tra cantine, botti, sale maestose e bottiglie che riposano sui lieviti.

030 652177

Dedicato alle conifere, di cui sono state piantate tutte le 7 famiglie esistenti, si trova nella valle del Fus. È un’oasi di pace, che muta aspetto col passare delle stagioni e che si estende attorno a un piccolo lago.

335 5467191

www.palazzotorri.it

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Villa di delizie tuttora abitata, valorizzata da stanze e sale ammobiliate con arredo d’epoca e affrescate con decorazioni settecentesche. Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, Paolina Calegari Torri e il marito Alessandro aprirono la loro dimora al pubblico e la trasformarono in un vero e proprio “cenacolo culturale”, frequentato da ospiti illustri, dove si svolgevano feste, incontri, dibattiti e iniziative culturali. Si annoverano scrittori e poeti come Giosuè Carducci, Antonio Fogazzaro e Giovanni Pascoli, pittori e scultori come Francesco Michetti, Antonio Salvetti, Franz Lenbach, Hugo Freiherr Von Habermann, Serafino Ramazzotti e Domenico Trentacoste, compositori e musicisti quali Paolo Chimeri e Adele Bignami Mazzucchelli, uomini di Chiesa e di Stato come il Vescovo Geremia Bonomelli e il Ministro Giuseppe Zanardelli ed infine intellettuali, scienziati, uomini di pensiero e aristocratici delle più importanti famiglie bresciane. Palazzo Torri è ancora oggi centro di attività culturali e suggestiva location per eventi, meeting e matrimoni. Dispone di camere con formula B&B. È una dimora storica visitabile su prenotazione.

Visitabile su prenotazione.
Disponibile come location per eventi e matrimoni.
Affitto camere o intera villa per vacanze.

Edificata dai Domenicani nel ’300 sulla cima dell’omonimo colle scandito da terrazzamenti e vigneti, la Santissima è uno dei luoghi più panoramici della Franciacorta e simbolo stesso di Gussago. Nel parco si trovano punti di sosta attrezzati, pannelli didattici, belvedere, un percorso vita ciclopedonale che ne fa il periplo.

Istituito nel 2000, si estende per 4.309 ettari nei dintorni di Brescia e abbraccia anche altri Comuni della Franciacorta oltre a Brescia (Rodengo Saiano e Cellatica).

Si estende lungo il corso del fiume che esce dal lago d’Iseo e scorre lento nella pianura lombarda. Comprende anche due Comuni della Franciacorta, Paratico e Capriolo, nel cui territorio si trovano interessanti percorsi. Molteplici le iniziative organizzate nel corso dell’anno per valorizzare ambiente, sapori, tradizioni.

Da quasi due secoli piazza Cavour, identificabile dallo stupendo porticato semicircolare che la delimita a nord e dalla caratteristica pavimentazione a ciottoli, è il cuore pulsante di Rovato.
L’opera fu promossa nel 1838 dall’allora Prevosto, Carlo Angelini, con lo scopo di farne la “piazza del mercato”. Il progetto fu, invece, redatto dall’architetto Rodolfo Vantini, già in quel tempo in elevata notorietà.
Per realizzarlo furono demolite le vecchie mura meridionali del castello (datate 1453) e l’antico fossato fu colmato, Vantini volle però conservare l’accesso al castello col solenne arco centrale che, ancora oggi, porta alla parrocchiale di santa Maria Assunta e al cuore dell’antica Rovato. Successivamente vennero, quindi, costruiti portici e negozi, in servizio del rilevante afflusso di commercianti per il mercato settimanale del lunedì (ora trasferito al Foro Boario).
Dalla collaborazione fra Angelini e Vantini, negli anni fra il ‘40 e il ‘46, nacquero a Rovato altre opere degne di nota, come il cimitero e la chiesa parrocchiale nella sua forma attuale. 

Fondata secondo la leggenda dal vescovo San Vigilio nel sec.VI, forse sul luogo di un tempio romano, la Pieve di Sant’Andrea fu ricostruita nel sec. XII in forme evidentemente lombarde. Subì ampliamenti fino all’inizio del sec. XIX, quando l’architetto Rodolfo Vantini rifece l’interno. È rimasto però integro nelle forme originali l’altissimo campanile, al centro della facciata, definito “il più bel campanile romanico del Bresciano, di tipo perfettamente comacino”. I maestri comacini - forse provenienti dalla zona di Corno - furono attivi prima in Lombardia e poi in Europa dal VII al XI secolo, mantenendo viva l’eredità costruttiva tardo romana e paleocristiana. All’interno interessanti opere di due pittori del sec. XIX: gli affreschi di Angelo Inganni affreschi e l’Arcangelo Michele di Francesco Hayez.

030 7760291

Riedificata nel sec. XIII in stile romanico-gotico, presenta all’esterno un abside poligonale in pietra bianca, costruito intorno a quello interno semicircolare. Alcuni frammenti di un pluteo in arenaria grigia, con motivi floreali e due animali di gusto preromanico, testimoniano l’antica origine della pieve; mentre i capitelli richiamano il gusto gotico. Di notevole importanza sono gli affreschi “Madonna col bambino” e “L’Annunciazione” che, per l'eleganza del tratto e la ricercatezza dei particolari, sono attribuiti a pittori con evidenti influenze di Gentile da Fabriano, chiamato a Brescia da Pandolfo Malatesta nel 1414 per operare nella cappella del Broletto.

Percorso attraverso la storia, l’arte e la spiritualità di Brescia, dall’età preistorica a quella moderna. É unico in Europa per la collocazione: è ospitato, infatti, in un monastero fondato da Desiderio, re longobardo, e da sua moglie Ansa, costruito sui resti di domus romane preesistenti. Il monastero di San Salvatore (intitolato successivamente a Santa Giulia) aveva proprietà in Franciacorta, che sono documentate fin dal 766 (diploma di Adelchi). Il complesso museale comprende la basilica di San Salvatore, l’oratorio di Santa Maria in Solario, la chiesa quattrocentesca di Santa Giulia e i chiostri rinascimentali. Ospita periodicamente importanti mostre d’arte.

Costruzione del XVI secolo. Conserva opere di importanza notevole di autori come il Romanino e Pietro Marone. Opera pittorica di importanza storica è il lavoro di Grazio Cossali sui fatti della vita di S. Carlo Borromeo che conobbe personalmente.

Il Santuario della Madonna dell'Avello sorge sul colle di Cerezzata, frazione di Ome, risale al sec. XVI.
La statua della Beata Vergine Maria in pietra locale dipinta è ritenuta “l'immagine della Madre di Dio più antica in terra bresciana” (Padre Murachelli, 1956). Le pareti interne del Santuario sono decorate di un prezioso ciclo di affreschi della prima metà del Cinquecento (1510-1534).
Nel corso dei secoli il Santuario subì ampliamenti e trasformazioni. Nel settecento fu addirittura mutato il suo orientamento con un giro di 180 gradi della struttura onde consentire la capienza dei devoti accorrenti da ogni parte del bresciano per festeggiare l'8 settembre, ricorrenza della Natività della Beata Vergine Maria, cui è dedicato il Santuario.

030 9823141

http://www.torbiere.it

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Si trovano ai margini della Franciacorta, dove le colline si innestano nel lago d’Iseo. Oasi naturalistica dichiarata di interesse internazionale, unica nel suo genere in Europa, Riserva Naturale della Regione Lombardia dal 1983, le torbiere si estendono con i loro specchi d’acqua e la loro vegetazione palustre per circa 360 ettari: le si visita seguendo camminamenti e passerelle in legno che ben si integrano col paesaggio. Il luogo migliore per poterle ammirare con un solo colpo d’occhio è il cortile del monastero di San Pietro in Lamosa, a Provaglio d’Iseo. Le Torbiere sono un ambiente particolarissimo che si è creato gradualmente dalla fine del 1700 alla metà del 1900, in seguito all’estrazione della torba, usata come combustibile. L’attività di scavo ha dato origine alle numerose vasche ancora oggi visibili, dove hanno trovato il loro habitat naturale centinaia di uccelli e di piante palustri. E così, oggi, le Torbiere sono circondate da fitti canneti con giunchi e tife, punteggiati da radi alberi, mentre gli specchi d’acqua sono ricoperti da ninfee (in piena fioritura da maggio a settembre) e nannufari. Fra i moltissimi uccelli che vi vivono indisturbati, vi nidificano ben 25 specie di palude, come l’airone cinerino, lo svasso maggiore, l’airone rosso, il cormorano, il mestolone, il falco di palude e il nibbio bruno.

La Torre Lantieri venne realizzata dalla famiglia Lantieri presumibilmente nel XIV secolo, insieme ad alcune case-forti adiacenti, racchiuse da un muro difensivo. La sua costruzione sembra infatti essere riferita a Giacomo Lanfranchino, voluta come ampliamento dell'apparato fortificato del paese, negli ultimi anni del 1300. Si presenta ben conservata nella sua compagine strutturale e mostra quasi integralmente l'architettura medioevale originaria.

L'aspetto esterno dell'edificio, realizzato in pietra arenaria di provenienza locale, è molto severo, ingentilito solo dalla presenza di alcune finestrelle centinate di pregevole fattura.

Si articola su quattro livelli ed è stata edificata su uno sperone roccioso, al fine di agevolarne la funzione difensiva. L'ingresso principale era collocato al piano terra della parete nord, costituito da portale di notevole fattura con arco a pieno centro contrassegnato in chiave dallo stemma gentilizio della famiglia Lantieri. Il piano terra coperto da una volte a botte in pietrame a sesto leggermente acuto, fungeva nel Medioevo soprattutto da cantina e deposito. Al livello superiore si accedeva internamente solo tramite una botola aperta nella volta, mentre dall'esterno per mezzo di una scala di legno, ricostruita in seguito con gradini monolitici in pietra.

La Torre, utilizzata per lungo tempo come abitazione, è oggi di proprietà comunale.



A seguito di un importante intervento di restauro conservativo conclusosi alla fine del 2009 su committenza del Comune di Paratico, a piano terra dell'edificio è stata collocata una Quadrisfera, istallazione innovativa di cui ne esistono solo altri tre esempi in Italia (una è al CNR), pensata espressamente per coinvolgere il visitatore in un'esperienza totalizzante di immagini, suoni ed emozioni. Il visitatore entra in una piccola stanza oscurata e nel momento in cui la Quadrisfera si accende, si trova letteralmente parte di un nuovo mondo, fatto di immagini moltiplicate all'infinito, grazie ad un sistema di specchi e di luci che sembrano incorporare il visitatore stesso in questo cosmo di colori, luci, suoni e immagini. E' difficile descrivere l'effetto con le parole, tanto che la vastità della sfera toglie per un attimo il fiato…


Orari: Singoli visitatori tutte le domeniche ore 14-17 (dal 1 Ottobre al 31 Maggio); 16-19 (dal 1 Giugno al 30 Settembre). Gruppi e scuole tutti i giorni previa prenotazione. Possibilità di organizzare visite guidate e itinerari sul territorio.

Costi: € 2,00 intero; € 1,50 ridotto (gruppi minino 15 pax); gratuito fino a 16 anni e sopra i 65.

Aperta su prenotazione con congruo anticipo; visite guidate in lingua italiana, inglese e francese.

Ingresso gratuito

Info e prenotazioni: T. 338 2124690 Assessore Silvia Borra (contattabile dal lun. al ven. 10.30 – 12.30)