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Il Metodo Franciacorta

Il Metodo Franciacorta

È il metodo Franciacorta a garantire la superba qualità di ogni singola bottiglia. Un’antica arte che ai giorni nostri si riunisce magicamente, in perfetto connubio, con le tecnologie più moderne e la maestria dei viticoltori del territorio.

Dopo la vendemmia, fatta esclusivamente a mano, i grappoli integri sono trasportati in cantina, dove il raccolto di ogni vigneto è vinificato separatamente.


LA SPREMITURA
Dalla soffice spremitura delle uve si ottiene il mosto-fiore per la produzione delle basi Franciacorta, le quali a primavera vanno a formare la cuvée, una mescolanza di vini-base Franciacorta, anche di diverse annate, scelti sulla base di attente degustazioni, per determinare le caratteristiche che ogni produttore vuole dare al “suo” Franciacorta.

IL TIRAGGIO

Segue la fase del tiraggio, che consiste nell’aggiunta di uno sciroppo di zuccheri e lieviti al vino messo in bottiglia, per favorire una lenta rifermentazione naturale che sviluppa nella bottiglia anidride carbonica (presa di spuma), con conseguente incremento della pressione interna, sino al raggiungimento di 6-7 atm.

LA FERMENTAZIONE IN BOTTIGLIA
Le bottiglie sigillate sono accatastate in posizione orizzontale nelle cantine e rimangono così posizionate per il tempo necessario a ottenere i diversi Franciacorta. Proprio durante questi mesi il Franciacorta crea il suo particolare profilo sensoriale, arricchendo la propria complessità aromatica.
Durante questo lungo riposo, sul fondo della bottiglia si depositano le cellule dei lieviti, che dovranno essere rimosse attraverso il remuage e, successivamente, la sboccatura.

LA SBOCCATURA

Durante la sboccatura le bottiglie sono poste in posizione verticale, con il collo immerso in una soluzione refrigerante che determina la formazione di un “tappo” di ghiaccio che va a inglobare completamente il deposito dei lieviti.
Quando il tappo metallico viene rimosso, la pressione all’interno della bottiglia è tale che il residuo ghiacciato viene violentemente espulso, con una minima perdita di pressione e di vino.
Per i Franciacorta non dosati si introduce solo una piccola quantità di vino, per  riportare il volume al livello iniziale, mentre per gli altri si aggiunge dello sciroppo di dosaggio composto da vino-base Franciacorta e zucchero. Il contenuto di zuccheri del liquido determina la tipologia di gusto dei Franciacorta (Non dosato, Extra brut, Brut, Extra dry, Sec o Dry, Demi-sec).

Infine, le bottiglie sono chiuse con il classico tappo a fungo, ancorato con la tipica gabbietta metallica. Terminato il confezionamento, prima della commercializzazione, su ogni bottiglia deve essere applicato il contrassegno di Stato italiano - o fascetta – che è concesso a tutti i produttori dal Consorzio per la Tutela del Franciacorta, su delega della Camera di Commercio di Brescia, che rilascia il certificato finale obbligatorio per la designazione Docg del Franciacorta. Su questo sigillo sono stampati la dicitura Franciacorta Denominazione di Origine Controllata e Garantita, un codice alfanumerico univoco, l’indicazione della capacità della bottiglia e il logo “F” del Consorzio, ulteriore segno di distinzione delle funzioni di controllo e di vigilanza.


I tempi di produzione del Franciacorta sono molto lunghi e cominciano 7 mesi dopo la vendemmia, quando la cuvée composta da vini-base sapientemente assemblati è pronta per il tiraggio.
In base ai tempi di riposo sui lieviti in bottiglia, precedenti la sboccatura, si possono distinguere le seguenti tipologie di Franciacorta.

• Franciacorta: almeno 18 mesi

• Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosé non millesimati: almeno 24 mesi

•Franciacorta, Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosé millesimati: almeno 30 mesi

•Franciacorta, Franciacorta Satèn e Rosé Riserva: almeno 60 mesi.

Quello del Franciacorta è considerato il metodo di produzione per i vini a rifermentazione in bottiglia più rigido al mondo, come risulta dalla tabella seguente.

 


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