01/01/2012 - Scopri le proposte per trascorrere una giornata, un weekend o una vacanza in Franciacorta.
25/02/2012 - Apertura delle cantine, delle distillerie e degli artigiani del prodotto tipico nel weekend
Il territorio della Franciacorta è quindi delimitato a est dalle colline rocciose e moreniche di Rodengo, Ome, Gussago e Cellatica, a nord dalle sponde meridionali del Lago d’Iseo e dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche, a ovest dal fiume Oglio che lo separa dalla provincia di Bergamo e infine a sud dal Monte Orfano.
Osservando dall’alto la Franciacorta e la zona del Lago d’Iseo - o Sebino -, si vede in modo netto e chiaro la conformazione dell’anfiteatro morenico formatosi all’epoca delle glaciazioni - nelle ere geologiche Secondaria e Terziaria - per l’effetto di un grande ghiacciaio che, proveniente dalla Val Camonica, si divise in due rami subito dopo la conca del lago: uno piccolo a occidente e uno molto più grande e più importante a oriente.
L’anfiteatro del Lago d’Iseo deve la sua conformazione a cinque principali periodi dello sviluppo del ghiacciaio.
- Il primo periodo è caratterizzato dalla grande espansione del ghiacciaio con la formazione del primo arco morenico identificabile nel
massiccio di Montorfano. I resti di questo periodo sono costituiti da ondulazioni irregolari non troppo elevate, come quella di Paderno Franciacorta. Tra i rilievi che per qualche tempo chiusero in modo stretto la massa glaciale, si possono osservare le tipiche morene laterali, dalle più antiche alle più recenti.
- Il secondo periodo è caratterizzato dalla lunga sosta del ghiacciaio in sito, con la conseguente formazione della cerchia morenica più alta e più importante. La parte sinistra è rappresentata dalle morene accostate alle falde del Monte Alto, da sopra Clusane fino a Colombaro, e in parte dall’alta collina a ovest di Nigoline. La parte destra è la più tipica ed è costituita dalla serie di colline che da Fontane raggiunge Provezze per il Monte Martinello e il Monte di Fantecolo, S. Giorgio di Monterotondo fino a Bornato. La morena frontale costituisce un magnifico arco che da Adro si sviluppa tra Torbiato ed Erbusco, fino a Calino. La parte frontale e laterale sinistra dell’anfiteatro d’Iseo costituisce proprio la Franciacorta.
- I tre periodi successivi sono caratterizzati dal ritiro del ghiacciaio dalla piana bresciana, con il conseguente rilascio di una grande quantità di materiale morenico che poi, nel tempo, si è ricoperto di terreno attivo e ha dato origine alle dolci colline della Franciacorta.
Il suolo di origini moreniche della Franciacorta che si è così composto (terreni alloctoni), ha come caratteristiche fondamentali una enorme ricchezza di minerali aggiunti e diversi da quelli derivati solo da rocce presenti in loco (terreni autoctoni), che costituisce la base fondamentale per una viticoltura di qualità. La vite, arbusto perenne con durata media d’impianto di circa 30-40 anni, per svilupparsi bene ed esprimere al massimo le sue caratteristiche, ha infatti bisogno di una grande quantità di materia, ricca anche di micro e mesoelementi, non assorbiti direttamente in quantità elevate, ma fondamentali come catalizzatori delle reazioni di particolari biosintesi, come per esempio quella dei precursori degli aromi.
Altre caratteristiche importanti dei terreni della Franciacorta sono la loro conformazione, che si sviluppa in dolci colline, e la loro granulometria, elementi che facilitano il rapido allontanamento delle acque in eccesso, evitando in gran parte le condizioni di ristagno idrico e altri fattori che predispongono alle più comuni fisiopatie.
Le caratteristiche pedo-paesaggistiche del territorio si possono raggruppare in sei unità vocazionali, con suoli differenti per caratteristiche di tessitura, fertilità e capacità di drenaggio, che a loro volta determinano diversi comportamenti vegeto-produttivi, diverse dinamiche di maturazione delle uve e infine diversi caratteri sensoriali nei vini-base.